Il Pd non ha capito che cosa succede

Leggi le reazioni all’intervista durissima di D’Alema o a quelle di Bersani e Bassolino e capisci che nel Pd non capiscono quello che sta succedendo fuori dal Palazzo. No, proprio non c’è verso, altro che cambiaverso e lavoltabuona.
Il problema non sono D’Alema, Veltroni, Bersani (che pure sono tre ex segretari, mica passanti), il problema non è Prodi (che pure è un ex due volte premier e presidente della Commissione Ue, mica un professore emerito), il problema non è Bassolino (che pure è un ex sindaco ministro presidente di Regione, mica un podista della domenica). No, il problema vero non sono loro che a volte sbagliano a volte l’azzeccano come succede a ogni essere umano che non sia illuminato da qualche Sacra Missione.
Il problema vero è che c’è un’incazzatura in giro contro un Pd autoreferenziale, dove il massimo di espressione dirigente è, come scrive oggi Reichlin,  ripetere a pappagallo le frasi del Capo e dove si tenta di nascondere sotto il tappeto ogni problema perché tanto è roba da gufi. Un partito capace di non scandalizzarsi se qualcuno gonfia le schede bianche e nulle alle primarie di Roma perché che volete che sia. Che non si scandalizza se alle primarie di Napoli c’è chi pagava gli elettori fuori dai seggi e chi faceva votare esponenti di destra dentro i seggi perché tanto il risultato non cambia e quindi niet al ricorso legittimo di Bassolino battuto per soli 452 voti. Un partito che ha fatto dell’apologia del leader e delle sue gloriose corse verso il futuro luminoso la sua ragione politica. Un partito che esalta con immaginifica enfasi qualche zero virgola in economia credendo di aver raggiunto i mirabolanti obiettivi di un novello piano quinquennale. Un partito infine che non sa più distinguere il vero dal falso e non ha nemmeno la più pallida idea di che cosa sia la vita reale dell’Italia reale.
No, il problema non sono D’Alema, Prodi, Bersani o Veltroni perché di loro come di ogni leader democratico che si rispetti si può anche fare a meno. Il problema sono quegli elettori che sono stanchi di propaganda, stanchi di sentire sempre le stesse parole sempre su di giri, stanchi di essere raggirati quando votano alle primarie e non possono fidarsi di chi dirige il traffico dello spoglio, stanchi di sentirsi definire truppe cammellate di qualche capobastone se decidono di non andare ai gazebo. Stanchi a tal punto che spesso non sanno più per chi votare e se votare.
Ecco qual è il vero problema cari dirigenti del Pd. Voi potrete continuare a far finta di niente, a dire che l’Italia corre e voi con lei, che chi non corre gufo è e che le primarie sono state un trionfo di popolo e di partecipazione e che tutti quelli che la pensano diversamente sono da asfaltare.  Ma il rischio è che alla fine di questa fantasmagorica marcia trionfale sia asfaltata la sinistra. E resti un triste desolante deserto.

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3 pensieri su “Il Pd non ha capito che cosa succede

  1. Non sono sicuro che gli elettori siano stufi di propaganda. Secondo me, ne sono avidi consumatori e amano sguazzarci (per conferma guardare le intenzioni di voto). Al netto di questa distorsione nella nostra società, c’è un problema che la sinistra Pd non ha mai voluto affrontare, ovvero che i partiti socialisti europei si sono progressivamente spostati verso il centro. Il New Labour non l’ha inventato Renzi. Ora ridurre la questione a un dibattito “sinistra contro Renzi” è riduttivo e non tiene in considerazione i mutamenti della società italiana che ci sono stati e ci hanno regalato un’opinione pubblica impaurita e tendenzialmente di destra. A me piacerebbe molto poter costruire un’ipotesi quantomeno riformista in Italia, ma bisogna fare i conti con una realtà desolante sotto tutti i punti di vista. Detta in parole semplici: a quale pezzo di società parla Fassina? A quale ceto si rivolge D’Alema? Prima di arrabbiarsi con Renzi dovrebbero farsi anche queste domande

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  2. mi dispiace ma i rilievi riportati sono stati sempre presenti nel partito ..prima e dopo la sua formazione …fenomeni che prima non venivano rilevati perchè c era una maniera migliore di fare politica ..oggi tutto si fa per essere contro …da parte dei giornalisti che no sanno più che scrivere !!!da parte delle minoranze …specie ex ds … che non ci stanno a essere opposizione ….insomma un insofferenza che no giustifica le prese di posizione …specie in un momento cosi difficile per il paese …si cerchi di collaborare al nuovo corso …dove no c è più di tanto distinzione tra destra e sinistra …basta …vedere le affermazioni della Moratti etc —insomma più riflessioni …e meno ..strategie di vecchio conio-

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