Unioni civili, la verità sul passato per favore

Uno degli argomenti usati dai vertici renziani del Pd per sottolineare il fatto storico dell’approvazione della legge sulle unioni civili è che per vent’anni “quelli di prima” non hanno fatto nulla. Insomma, sono stati incapaci e inconcludenti.
L’argomento, peraltro usato regolarmente ad ogni passaggio politico, è di quelli che fanno presa perché il nostro è un paese che ha la memoria corta e quindi è sempre affascinato da chi attacca e demolisce il passato con la promessa di un futuro dalle sorti magnifiche e progressive. Molte delle critiche al mio precedente post sul caso Verdini giravano attorno a questa narrazione: voi che avete fatto in vent’anni? Dove il voi ovviamente si riferisce alla sinstra imbelle che avrebbe governato l’Italia ininterrottamente negli ultimi 60 anni senza combinare nulla. Vabbé.
Il problema è che una legge sulle unioni civili, anche se moderata e debole, fu presentata durante il governo Prodi del 2006 dai ministri Pollastrini e Bindi. Quella legge che istituiva i Dico ( Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi) non vide mai la luce perché un vastissimo fronte cattolico scatenò una potente offensiva guidata dal presidente della Cei Angelo Bagnasco. La protesta cattolica culminò nel family day del 2007 al quale parteciparono molti esponenti della Margherita. Tra loro c’era anche il giovanissimo presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi. Il quale dichiarava: “Più volte ci siamo detti che un provvedimento come i Dico semplicemente non scalda i cuori e l’interesse di nessuno se non la cerchia autoreferenziale dei protagonisti della politica”. E ancora: “Quando non si coglie il fatto storico di un milione di persone in piazza per il Family Day, si commette un errore gravissimo”.
Ora è legittimo commettere errori in politica e altrettanto legittimo cambiare idea. Ma alla domanda “voi di sinistra che avete fatto” possiamo rispondere così: noi, se non ci fossero stati quelli come Renzi, una legge l’avremmo approvata nel 2007. Quasi 10 anni fa. E il fatto storico di cui essere straorgogliosi l’avremmo festeggiato molto tempo prima. Così senza polemica, solo per ristabilire la verità storica e impedire che la memoria sia violentata.

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4 pensieri su “Unioni civili, la verità sul passato per favore

  1. Bruno , senza polemica…in parte è come dici tu. Io però ho letto l’intervista del30 agosto, Matteo Renzi il democristiano, ad una domanda di Aldo Cazzullo sulle unioni civili e su Bagnasco che non le vuole, ha risposto lapidario: “Si faranno, punto”. Mai dai nostri compagni una posizione così netta.

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  2. “Così senza polemica, solo per ristabilire la verità storica e impedire che la memoria sia violentata”… e certamente sono d’accordo. Tuttavia, penso che a volte la polemica occorre anche farla, perché la parla ‘violentata’ indica appunto un atto di violenza. Poi, certo, violenza genera violenza e la violenza qualunque forma sia, non l’accetto a prescindere. Ma occorre tentare di dare colpi di martello, in questi casi. Occorre farsi sentire in qualche modo. Alla fine, i violentatori della memoria non mi sembra abbiano alcun desiderio di chiedere scusa. E allora penso sia giusto che molti come me, lei, e tanti latri cominciamo a gridare e fare polemica… Insomma, esistiamo lo stesso, anche se questi nuovi signori fanno finta di non vederci oppure ci considerano completamente inutili, in un atto di fascismo da parte loro…

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  3. Pingback: La narrazione dell’amore tra poesia, prosa e spregiudicatezza | sofiajeanne

  4. Hai centrato il punto: siamo un paese dalla breve memoria, lo siamo e continueremo ad esserlo sin quando i giornalisti, tutti i giornalisti, non cominceranno/ritorneranno a fare il loro mestiere: indagare e denunciare le malefatte e le bugie di chi é stato scelto a governare la cosa pubblica o a gestire quella privata.
    Questo non per assolvere il semplice cittadino ma per spronare chi ha gli strumenti a conoscere per farci riconoscere.
    Tu sei tra quelli

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