Cari amici dell’Unità, lo sciopero a oltranza è la strada migliore?

Cari amici dell’Unità,

in questi due anni – nonostante molte cose mi abbiano diviso dalle scelte compiute dal giornale – ho espresso sempre la mia solidarietà alle vostre sacrosante lotte. Vi siete battuti contro corrente, avete cercato di difendere i vostri diritti e la dignità del vostro lavoro, ora state cercando di impedire che un padrone (e uso volutamente questa espressione) calpesti la vostra vita e la storia gloriosa dell’Unità non pagando gli stipendi e minacciando licenziamenti collettivi. Lo avete fatto anche nel silenzio assordante del Pd e del suo vecchio-nuovo segretario che due anni fa ha svolto un ruolo attivo nella scelta degli imprenditori a cui affidare la rinascita del giornale e del primo direttore incaricato di interpretare una linea editoriale completamente sbagliata, come si vede dai risultati di vendita.

In tutti questi passaggi sia io che altri giornalisti che hanno lavorato a lungo nel quotidiano fondato da Gramsci vi siamo stati vicini con il nostro sostegno. Da ultimo lo abbiamo fatto con l’appello “salviamo l’Unità” che è stato sottoscritto da decine e decine di persone.

Ma oggi, proprio perché sostengo la vostra battaglia di civiltà contro la prepotenza di un imprenditore senza scrupoli, vi chiedo con sincerità: siete sicuri che la vostra scelta dello sciopero a oltranza sia quella più giusta? Siete sicuri che non fare uscire il giornale per un periodo lungo sia un danno che si fa all’azienda che combattete? O invece non rischia di essere un danno che fate a voi stessi, perché spegnete la vostra voce, staccate i vostri computer, riponete penne e taccuini e vi autoimpedite di scrivere, di esserci? Proprio in una situazione così difficile e in altri tempi impensabile per l’Unità, il giornale non dovrebbe continuare a dire la sua, raccontando questa assurda vertenza ogni giorno e raccogliendo il sostegno di quelli che considerano inaccettabile il comportamento dell’azienda? Non dovrebbe essere proprio fare il giornale il vero atto di resistenza?

Credo che in questo modo riuscirete a difendere ancora meglio il vostro quotidiano e il vostro lavoro, i vostri diritti e la vostra dignità. Bloccando l’uscita rischiate invece di privarvi di uno strumento importante. E poi, contro chi vuole smantellare il giornale e contro chi, di fronte a questa vergognosa operazione, se ne lava le mani, quale scelta  più rivoluzionaria che difendere con le unghie e con i denti l’arrivo in edicola dell’Unità?

Con l’affetto e con il sostegno di sempre.

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