Macronisti d’Italia, provinciali d’Europa

Ecco s’avanza, con passo sicuro e sguardo profondo, il nuovo Eroe del Futuro che affascina il Pd e pezzi del centrosinistra italiano, al quale ispirarsi senza se e senza ma. È giovane, ha una bella presenza, e un paio di pregi da eccitare gli animi: nel giro di un paio di anni ha fondato un nuovo partito (il cui nome, En Marche, è stato già usato nella traduzione italiana) e ha conquistato l’Eliseo così senza colpo ferire e senza particolari fatiche; ha rottamato ben due partiti tradizionali (i socialisti e i gollisti) e la loro vecchia e nuova dirigenza, anche qui senza troppo impegno e senza troppo lavoro, visto che i soggetti in questione ci hanno messo molto del loro nel farsi ridurre al lumicino.

Per fortuna, alla fine il giovane Emmanuel Macron ha sconfitto Marine Le Pen e tutto il peggio che la signora minacciava di portare all’Eliseo.  Ottima cosa, non c’è alcun dubbio. Per la Francia e per noi europei.

Ma perché un uomo come Macron dovrebbe essere un modello per il Pd e per il centrosinistra italiano? E perché nel Pd si esulta per la sua vittoria come se fosse la propria vittoria dimenticando che il partito fratello (il Ps) è invece uscito a pezzi sin dal primo turno?

Bella domanda, direte voi. Chi, nel nostro Paese sempre alla ricerca di un Idolo da osannare, si fa trascinare da questo nuovo Eroe del Futuro dimentica tante cose. Dimentica il resto, tutto il resto di Macron: le sue idee economiche liberiste che non sono lontane da quelle della Merkel e dell’Europa dell’austerità, i suoi rapporti strettissimi con l’establishment soprattutto quello finanziario e bancario (che un certo ruolo nella sua ascesa deve averlo avuto, a meno di non credere ingenuamente ai miracoli), le sue ricette “feroci” sul lavoro (flessibile, il più flessibile che si può), le sue strizzatine d’occhio ai più abbienti, o meglio ai più ricchi, e le sue scarse idee per aiutare i più deboli, il suo contributo non secondario alla pessima legge sul lavoro che ha provocato proteste e manifestazioni in tutta la Francia.

Niente, qualcuno ha trovato il suo modellino. Lo ha trovato soprattutto chi avrebbe voluto fare le stesse cose di Macron e non ci è riuscito e ora spera di seguire la sua scia e di mettersi in marcia. Poi dice che siamo provinciali. Mai un Eroe italiano da esportare, noi importiamo sempre. Mai un’idea nostra da far copiare agli altri. A parte l’Italicum ovviamente, che ora però, per  colpa di quei parrucconi della  Corte Costituzionale, non si può copiare più…

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