Ma “La tenerezza” è davvero un capolavoro?

Vorrei confrontarmi con Alberto Crespi e Michele Anselmi che considero bravi critici cinematografici. Non si offenda il secondo, ma soprattutto il primo è per me da molto tempo una guida sicura nella scelta dei film.

Bene, ragazzi, ho visto il film di Gianni Amelio “La tenerezza” e non sono rimasto estasiato.  Non sono rimasto colpito come voi che ne avete parlato benissimo elogiando il regista, il cast, il tema trattato. Ora, non è che sia un brutto film, niente affatto. Ma non è quel capolavoro di cui Alberto ha scritto sull’Unità e che Michele elogia nei suoi post.

È intanto un film lentissimo. Lentissimo in modo eccessivo anche per me che amo i film lenti e “cerebrali” seguendo i quali ci si rompe un po’ la testa alla ricerca del senso profondo. In questo caso è troppo, quasi allo sfinimento, almeno fino a quando non c’è il colpo di scena che movimenta il seguito e che qui taciamo per correttezza nei confronti di chi non ha ancora visto il film.

Poi alcuni personaggi non mi sono parsi ben definiti. In particolare Elio Germano interpreta un ruolo complicato ma, visto l’esito drammatico della sua storia, non mi pare che la sua psicologia così fragile e distorta sia chiarita e quindi galleggia nell’incerto. A tal punto che la svolta di cui è protagonista e vittima appare molto artefatta, quasi inspiegabile nella sua illogicità.

È bravissimo, certo, Renato Carpentieri ma anche il suo personaggio alla fine manca di pathos, non suscita grandi emozioni, sembra forzatamente spinto a cercare altrove quello che non trova o non vuole trovare nei suoi figli, a tratti sembra caricaturale nel suo tentativo di rappresentare la solitudine di un anziano. Nella sua freddezza Giovanna Mezzogiorno è l’unica che, da figlia, sa soffrire e mettere umanità e dolore dentro una storia senza particolari tenerezze. 

Alla fine il film risente di troppi artifici, di poche profondità psicologiche (la scena del camioncino giocattolo è troppo inverosimile per lasciare il segno) e di tempi così lenti da apparire eterni. No, lo ripeto: non è un brutto film. È un film che si guarda anche volentieri, diciamo un buon film. Ma assolutamente non è, per me, un capolavoro da poter entrare nella lista dei film della vita. Che ne dite?

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