Flat tax, ma che sinistra è?

​Chissà perché ogni tanto c’è qualcuno, che ha in mano le leve del governo, che si preoccupa di fare stare bene i ricchi. Diciamo di farli stare ancora meglio di come già stanno. E così in base a questa logica, come è noto, i ricchi italiani che possiedono un superattico vista Colosseo (o scegliete voi le alternative che preferite) non pagano più l’Imu prima casa alla stessa stregua del pensionato a 800 euro al mese con cinquanta metri quadrati vista palazzoni di via Casilina (o scegliete voi, anche in questo caso, le alternative che preferite).

Non contento di aver fatto questo bel regalo a chi non ne aveva minimamente bisogno, ora il nostro governo si è inventata un’altra trovata: la flat tax. Cioè, tradotto letteralmente, la tassa piatta. È semplice: puoi guadagnare quanto vuoi, milioni di milioni di euro, ma paghi sempre la stessa tassa, 100 mila euro. E i tuoi familiari possono anche guadagnare più di te ma a loro il fisco fa un regalo ancora più grande: 25 mila euro di tasse e via. L’unica condizione per ottenere questo maxi-regalo è trasferire la residenza in Italia, dove non si deve averla avuta negli ultimi dieci anni e fare una semplice domandina alla Agenzia delle entrate. Tutto qui, si accomodi pure.

Se la tassa piatta dovesse diventare operativa ci saranno contribuenti che pagheranno in misura del loro reddito e contribuenti a cui sarà accordato un maxi sconto fiscale. A me pare un’idea scandalosa che tra l’altro contraddice l’articolo 53 della Costituzione nel quale i costituenti, che erano per nostra fortuna persone intelligenti e lungimiranti, previdero il criterio progressivo della tassazione, chi più ha più dà. Eccolo: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

Il caso della flat tax ci fa capire meglio un concetto elementare che spesso si smarrisce nelle nostre spesso vuote chiacchiere politiche. Diciamolo cosi: a chi chiede qual è la differenza tra destra e sinistra, risponderei che la sinistra non deve mai farsi venire in mente una cosa come la flat tax. Lasciatela alla destra la bandiera del favoritismo nei confronti dei ricchi e del condonismo fiscale che fa regali ai soliti noti e così deturpa la democrazia. Altro che sinistra e destra non esistono più.

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