Pd, il silenzio degli obbedienti

​Non mi meraviglio di Renzi, da lui è ormai impossibile aspettarsi qualcosa di diverso dal “qui comando io” e dalla ostinata sfida a misurarsi. Non mi meraviglio nemmeno dei suoi più stretti del cosiddetto giglio magico, quelli del “ciaone”, che sono capaci solo di ripetere a pappagallo le parole del loro leader e di esasperarle all’infinito in una eccitazione adolescenziale per dimostrare di essere più forti a braccio di ferro. 

No, mi meraviglio di quella parte del Pd che ha attraversato la storia del Pci e poi della Dc e di quello che è venuto dopo con coerenza ed equilibrio. Quelli che conoscono la fatica dell’unità e il coraggio di saperla esercitare. Quelli che sanno che dirigere un partito non è come amministrare un’azienda o comandare una caserma, che non basta avere i voti o i gradi e farli pesare per tenere la squadra. Quelli che sanno benissimo che il Pd era un partito giovane e aveva bisogno di crescere dando piena cittadinanza alle culture riformiste che lo hanno generato. Che bisognava creare gli spazi, i luoghi, le responsabilità affinché ognuno si sentisse parte rilevante del tutto. C’era bisogno di molta cura. E non bisognava prendere a schiaffi quelli di prima, soprattutto quelli di prima che non stavano con il segretario, compiendo una rottamazione particolarmente mirata a sinistra

Mi meraviglio di loro, di tutti loro – i nomi metteteceli voi, potete scegliere liberamente– perché non hanno il coraggio di fermare un leader imbizzarrito, privo di lucidità, preoccupato della sua personale rivincita contro tutto e contro tutti e che per motivi strettamente personali sta sfasciando un partito e mandando all’aria il Paese. L’ho già scritto e lo ripeto: la stagione di Renzi è finita, la sua leadership è consumata. Presto, molto presto, quelli che oggi assistono impotenti e conniventi alla furiosa vendetta del leader capiranno che un altro leader è necessario per non affondare. Allora sarà tardi e molti di loro, ne sono certo, si chiederanno in coscienza: perché non l’ho fatto prima?

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5 pensieri su “Pd, il silenzio degli obbedienti

  1. non sono affatto convinta che serva un altro leader,serviva qualcuno che desse una smossa al Partito,che puntasse sulle riforme ,che facesse quello che altri governi,sia di destra che di sinistra non hanno mai fatto come una legge per le unioni civili,una legge per il conflitto di interessi,che snellisse il rapporto di lavoro per facilitare l’occupazione,che ponesse fine al precariato nella scuola,che facesse entrare il PD nel PSEuropeo,e che creasse entusiasmo e fiducia

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  2. Ma tu sei completamente fuori. Totalmente incapace di vedere la realtà. Avete remato contro per 3 anni, ostacolando tutte le scelte fatte democraticamente. Siete disonesti intellettualmente. Incapaci di perdere. La peggio sinistra, quella ipocrita, quella che tutto va bene finché si fa quello che dico io. Avete rotto i coglioni.

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      • il ragionamento non sara’ raffinato, pero’ il concetto e’ corretto. Non ho sentito nessuno della minoranza esprimere un’idea o una opinione che avessero un barlume di concetto politico, solo slogan contro Renzi. Mi aspettavo molto di piu’ da chi ha oggettivamente remato contro per tre anni fino ad arrivare a votare contro al referendum precedentemente votato in parlamento, dov’erano quando in parlamernto si discuteva ? il tuo ragionamento sarebbe corretto se ci fosse un’idea politica di fondo , per ora vedo solo una cosa profondamente di sinistra nelle azioni di D’Alema e Bersani ……… il dividersi per far perdere la sinistra come la storia ci ha insegnato esser sempre accaduto (Bertinotti , D’aLema… )
        Come vorrei sentirli esprimere una proposta almeno in parte attuabile , invece niente , solo ahime’ frasi fatte che mi convincono della loro assolutamente ricerca della sedia piu’ comoda……… che profonda tristezza………
        Consegneremo un paese a Salvini o a Grillo …………
        credo che qualunque compromesso di centro sinistra dovrebbe essere meglio dei due citati.

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      • Magari chiediti che cosa ha fatto Renzi in questi tre anni per tenere insieme. Te lo dico io: nulla. Solo schiaffoni. E non solo a D’Alema o a Bersani ma agli elettori. E questo è più grave.

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