Pd, il tempo è scaduto

​Chi si aspettava una svolta è rimasto deluso. Chi si aspettava toni concilianti è rimasto deluso. Chi si aspettava una riflessione vera sulla sconfitta e su come ricominciare è rimasto deluso. Purtroppo Matteo Renzi ha confermato, stancamente e drammaticamente, se stesso. Un uomo incapace di dirigere, che non vuol dire solo avere i numeri per comandare, ma saper coinvolgere, fare gioco di squadra, saper mediare, anteporre l’interesse della comunità a quello strettamente personale. A Renzi purtroppo piace sfidare e provocare, per lui la politica si risolve nel rilancio, nella rivincita, nella mossa più furba per mettere gli altri in difficoltà, nel gusto della battuta feroce. Quando tutto questo avviene all’interno del partito che si dovrebbe dirigere, si capisce bene che le rotture sono sempre dietro l’angolo.

La riunione della Direzione Pd ha confermato lo schema. E a chi si era illuso che finalmente si era cominciato a discutere che-bello-che-bello (e anche questo, per qualche striminzita ora di dibattito, la dice lunga sullo stato del partito) non è rimasto altro alla fine che constatare che erano, appunto, tutte chiacchiere. Quello che interessava a Renzi era il via libera alla sfida di un congresso velox, il più velox possibile. Ma quale conferenza programmatica prima delle assise – come aveva proposto il ministro Andrea Orlando rompendo il clima di allineato sostegno al leader da parte della sua strana maggioranza – ma quale percorso congressuale nei tempi dovuti. No, Renzi vuole il voto delle primarie subito, vuole le elezioni anticipate, vuole tentare il tutto per tutto per riprendersi Palazzo Chigi e cancellare con un bagno di voti la pesante sconfitta del 4 dicembre. Mai nella storia della sinistra e del centrosinistra c’è stato un disprezzo così ostentato nei confronti del voto popolare sul quale non si è nemmeno iniziato a riflettere e mai l’interesse privatissimo di un leader ha travolto quello del Paese e di conseguenza quello del partito di cui è reggente pro tempore.

A questo punto resta un interrogativo: ci sono ancora margini per evitare la spaccatura e la separazione? Si una tratta di una partita difficile che non si gioca, come Renzi e i suoi fedelissimi cercano di far credere, sulla data del congresso. Ma sulla capacità di riflettere sugli errori commessi, sulla lettura dello stato del Paese e della sua crisi e sulle risposte nuove da dare mentre nel mondo infuria la bufera populista. È questa la posta in gioco: è una nuova idea di democrazia e non una riforma costituzionale che restringe gli spazi, è una nuova legge elettorale che coniughi rappresentanza e governabilità e non un Italicum qualsiasi che premia una minoranza, è una nuova idea del lavoro che è il contrario di quella sbandierata dal Jobs Act. Non fatevi fregare con la storiella del “rompono su una data”. In gioco c’è la sinistra, quale sinistra nel mondo nuovo di oggi: quella del “comando io” o quella del “ci proviamo noi, tutti insieme”?

Ma se questa è la posta in gioco sarà difficile che le fratture si ricompongano nel giro di qualche giorno, da qui all’assemblea nazionale del fine settimana. L’impressione è che il dado sia ormai tratto, che le ferite siano ormai troppe e troppo profonde da essere incurabili. Tanto vale prenderne atto, anche se con rammarico, in tempo senza trascinare stancamente una convivenza conclusa.

D’altra parte se il Pd è finito in questo pantano e se uno, sia pure il segretario, freme dalla voglia di una storica resa dei conti con la tradizione dei comunisti italiani, vuol dire che forse qualcosa di storto in quel partito c’era sin dall’inizio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...