A Rimini è iniziato il tramonto di Renzi

In politica l’errore più grave è pensare che quello che andava bene ieri vada bene anche oggi e magari anche domani. E se questa regoletta è valida da sempre, lo è ancora di più oggi quando il tempo brucia velocemente ogni novità. A Matteo Renzi deve essere sfuggita la regoletta di cui sopra e nessuno dei suoi ha pensato di ricordargliela. E infatti nel suo “discorso del ritorno” (secondo la vulgata dei giornali) è rimasto a quello che diceva ieri e lo diceva anche meglio perché l’alone di novità che lo circondava dava alle sue parole una marcia in più.

Quasi due mesi dopo la grande sconfitta del referendum, un mese dopo le sue dimissioni da premier e la nascita del governo Gentiloni, dopo un lungo silenzio interrotto da una piatta intervista a Repubblica uno si aspettava un discorso vero e ricco di spunti nuovi. Uno si aspettava almeno un’idea originale per rilanciare il Pd. Uno si aspettava anche un’analisi della sconfitta referendaria seria, approfondita, consapevole. Invece nulla di tutto questo. Il solito Renzi ma offuscato dalla botta del 4 dicembre: un attacco all’Europa, un po’ di antipolitica (lui, che è segretario del partito di maggioranza, che dice di essere fuori dal Palazzo) l’elogio del già fatto (ma per fortuna senza slide), l’enfasi sul futuro che prima o poi torna, il Pd propositivo, la politica che è risolvere i problemi e non solo denunciarli, il tutto condito da qualche battutina e da qualche smorfia per creare simpatia.

E’ un evidente segno di stanchezza politica, la dimostrazione che il vulcanico ex sindaco che conquistò il Pd con una marcia trionfale non riesce più a dire cose nuove sul Paese e sul partito, non è più in sintonia, a tratti (quando sogna di tornare al 40% delle europee) anche un po’ fuori dalla realtà. Un ritorno talmente sotto tono che viene da chiedersi se Renzi e il renzismo non siano ormai al tramonto.

E’ quello che sicuramente crede D’Alema che sempre ieri ha riunito i comitati del no per dare vita al movimento Consenso per la ricostruzione del centrosinistra. Non so quale direzione prenderà questa nuova creatura, non so se marcerà dentro il Pd o se al contrario in un Pd militarizzato da Renzi finirà in una scissione. Una cosa però è evidente: si è aperto uno scontro per un nuovo centrosinistra. E nello scontro qualcuno è destinato a perdere. Un sospetto su chi sia, dopo la giornata di ieri, io ce l’ho. E voi?

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5 pensieri su “A Rimini è iniziato il tramonto di Renzi

    • Non credo sia iniziato il tramonto di Renzi al contrario! io ritengo che anche con la sconfitta subita col referendum si sia consolidata la sua figura, si è fatta una conta, tutti i partiti, compresa la sinistra PD si è schierata apertamente per il SI, un voto caratterizzato più contro Renzi che contro la riforma stessa, nel prendere atto della sconfitta coerentemente ha dato le dimissioni. Oggi alla luce della realtà del nostro paese Renzi deve necessariamente riprendere con più forza la guida di questa nostra Italia,queste sono le alternative! GRILLO, CASALEGGIO, SALVINI, MELONI, BERLUSCONI,DALEMA, SE QUESTA E ‘ LA VOSTRA ‘ALTERNATIVA IO ritengo CHE LA MIGLIOR COSA DA FARE E’ QUELLA DI ESPATRIARE!!!!

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      • Allora comincia ad espatriare caro Alberto, grazie a gente come te che sostiene questi escrementi umani di questo partito che ci ritroviamo con il paese in macerie, giovani senza lavoro e senza futuro.. Io mi fare ben bene un’esame di coscienza prima di parlare e mi vergognerei per quello che hai scritto.. P.s il tuo Renzi doveva proprio uscire dalla politica se vinceva il No e con lui anche la sua valletta Maria Elena Etruria.. Forse è ora che la smettete di prendervi per il culo da soli, perchè noi italiani ci siamo rotti il cazzo di essere presi per il culo da questa gente che voi sostenete..

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  1. Scherziamo, andare al voto? Possibile che un ministro duri in carica 15 giorni per lo schiribizzo di un Matteo? Ricordiamo a tutti noi la sortita di far cadere Marino a Roma!

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