Bufala, doppia bufala e controbufalotta

​Matteo Renzi e tutti i sostenitori del bastaunsì hanno deciso di intraprendere una strenua battaglia contro le bufale a proposito della riforma costituzionale. Bene, ci verrebbe da dire, perché  serve chiarezza per non imbrogliare gli elettori che domenica voteranno al referendum costituzionale. 

Si dà il caso però che una delle bufale presa in considerazione dal premier (in modo peraltro insistente) viene contrastata con una doppia bufala. Dice infatti Renzi, e dicono in coro i sostenitori della riforma costituzionale, che è  falso dire che i senatori non saranno eletti dagli elettori. Anzi, non falso ma falsissimo.  Ed è la prova della cattiva fede di quelli che votano no. È inutile, aggiunge il premier, sostenere che non c’è la legge elettorale perché la legge non può esserci fino a quando non sarà approvata la riforma. Quindi: la riforma prevede che siano i cittadini a scegliere i senatori, si tratta solo di fissare il metodo attraverso una legge che si può fare solo dopo l’approvazione della riforma.

Lo abbiamo già  scritto in un precedente post e siamo costretti a ripeterlo. Questa storia dell’elezione diretta dei senatori, sostenuta da Renzi e rilanciata dai suoi con il sostegno di qualche costituzionalista disinvolto, ci va venire in mente quel divertente film di Nanni Loy ”Pacco doppio pacco e contropaccotto”. Parafrasando siamo a “bufala doppia bufala e controbufalotta”. 

Per il semplice motivo che se il legislatore avesse voluto l’elezione diretta lo avrebbe scritto in Costituzione chiaro e tondo senza usare formule ambigue. Nella Costituzione tuttora vigente, infatti, è scritto in modo chiaro che i “senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età”. 

Nella riforma in votazione invece è scritto che “i Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori”.

Aggiunge che “la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto comma”. 

E conclude che “con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci, nonché quelle per la loro sostituzione, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio”.

Ciascuno vede la differenza tra la bufala, la doppia bufala e la controbufalotta.

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