Taglia taglia la politica, non resterà che Grillo

Se quel manifesto fosse venuto in mente a qualcuno nel Pci, ammesso che ciò potesse accadere in quel partito, sarebbe stato preso a calci. Riempire i muri con quella frase che dice “Cara Italia, vuoi diminuire il numero dei politici? Basta un sì” è un atto di un qualunquismo oltre ogni ragionevole limite di sopportazione.

Nel giro di vent’anni la sinistra (o quello che rimane della sinistra) ha introiettato il peggio del populismo cavalcando temi cari all’Uomo Qualunque di Giannini e poi via via a quella cultura da bar che ha sempre sostenuto, usando il dialetto romano che rende meglio l’idea, che “so tutti ladri, rubbeno tutti” e che “mejo mannalli tutti a casa, sti ladroni” oppure nella versione berlusconian-leghista “andate a laurà”.

Un tempo certa cultura becero-qualunquista veniva combattuta, a sinistra, con coraggio e con determinazione (basti citare il troppo a sproposito citato Enrico Berlinguer) perché la politica e i politici erano anche quelle migliaia di militanti o elettori che riempivano le piazze, le feste dell’Unità o che andavano in sezione e perché la politica era considerata una bella cosa e si faceva di tutto perché fosse una bella cosa. E anche perché, come cantava De Gregori, “e poi ti dicono tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera, ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera”. E il popolo di sinistra dentro casa non voleva restarci chiuso.

Oggi no, oggi si cavalca l’onda di un’antipolitica che dilaga pericolosamente in tutta Europa, senza porsi il tema di come contrastarla. E poi però ci si lamenta se vincono i populisti e i nazionalisti e anzi si sostiene che quelli che voteranno no al referendum aiuteranno populisti e qualunquisti.

Il problema è che se la riforma costituzionale si limita, nella versione propagandistica suggerita dal guru Jim Messina, a tagliare i politici, a tagliare le spese delle regioni dopo aver tagliato le province e le spese delle province e i politici delle province, a tagliare le poltrone, a tagliare gli stipendi e le indennità dei politici, alla fine taglia taglia non resterà che la barba di quel comico che i politici senza tanti complimenti li ha sommersi di vaffanculo.

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Un pensiero su “Taglia taglia la politica, non resterà che Grillo

  1. In linea di principio sarei anche d’accordo, non fosse per il fatto che è da almeno vent’anni che a sinistra si dice di ridurre il numero dei parlamentari. Da qui a dire “meno politici” e a fare cartelloni in stile Uomo Qualunque il passo non è breve: è immediato. Quindi, la degenerazione cartellonistica di Jim Messina ha radici lontane e ben piantate a sinistra.

    Casomai, proverei a fare un altro tipo di discorso: caro elettore di Massa o di Asti o di Belluno, ossia di una cittadina di provincia non particolarmente popolosa, sei consapevole che al prossimo giro in Parlamento potrebbe non esserci nessuno della tua provincia, nemmeno del partito avversario?

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