Ambasciator che porta pena

 

Che un ambasciatore dica agli elettori del Paese che lo ospita come devono votare a un referendum o che un’agenzia di rating minacci addirittura un declassamento non sono belle cose per qualsiasi paese democratico. Dire che non sono belle cose, anzi sono bruttissime e preoccupanti, non è né di destra né di sinistra né stellato. E’ semplicemente ovvio. Dovrebbe essere naturale. Ci sono infatti condizioni che valicano l’orientamento politico di chi, momentaneamente, è al potere e di chi, altrettanto momentaneamente, è all’opposizione perché sono il senso stesso delle nostre democrazie e della nostra libertà. Far finta di non vederlo e soprassedere – una volta a sinistra e una volta a destra – solo per interessi di partito, o più prosaicamente di bottega, dimostra non solo quanto sia fragile il nostro sentimento nazionale ma soprattutto quanto purtroppo siamo disposti a svendere delle nostre libertà democratiche pur di racimolare uno zero virgola all’elezione che verrà.

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