Che fesseria, compagno Valls

​Con la vicenda del “burkini” (che brutta parola) la classe dirigente francese dimostra una spaventosa debolezza e un’altrettanto spaventosa incapacità di capire e di governare un mondo di conflitti. Non è vietando il costume da bagno in uso tra le donne islamiche che si combatte il terrorismo e ci si mette al riparo dagli attentati.

Non è quel costume o qualunque velo ad essere “contrario ai nostri valori”. È la cultura dell’odio e della morte contraria ai nostri valori. E qualunque donna indossi un velo (sì, anche le nostre civilissime suore fotografate spesso con il velo e tutte coperte in spiaggia) non esprime per questo una cultura di morte. Ci mancherebbe altro. Quel velo, anzi quei veli, possono piacere o meno, possono essere considerati una imposizione o un atto di sottomissione, ma non sono contrari a nessun nostro valore. E soprattutto non sono il pericolo.

Sentire certi discorsi da uomini di governo che si richiamano ai valori del socialismo rende ancora più profonda la nostra preoccupazione sullo stato della sinistra in Europa. Che fesseria, compagno Valls.

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