Che succede all’Unità?

Si riapre il “caso Unità”, dopo nemmeno un anno dal ritorno in edicola. Per farvi un’idea di quello che sta succedendo nel giornale fondato da Antonio Gramsci pubblico qui sotto un allarmato comunicato del Cdr. Il testo è stato diffuso oggi dopo la pubblicazione sul Corriere della Sera di un articolo in cui si parla di un cambio di direzione in seguito a un pesante stato di crisi del giornale che vende appena 8 mila copie e di un altrettanto pesante taglio della redazione che, secondo il quotidiano, verrebbe dimezzata. Ogni commento è superfluo. Ai colleghi, giornalisti e poligrafici, tutta la solidarietà per questa nuova drammatica situazione.

 

Il comunicato del Comitato di Redazione

Tentativo fallito’. Così sentenzia l’ennesimo articolo su l’Unità fatto filtrare da qualche beneinformato, premurandosi (come al solito), di tenere le carte coperte con la redazione e il Cdr del giornale. Ebbene, diciamo da subito che questo “fallimento” non lo pagheranno i lavoratori. Non saranno loro a dover pacare il conto per copie non vendute: il problema sono le scelte editoriali e industriali fatte finora, su cui più volte la redazione ha tentato invano di aprire un confronto. Per la prima volta nella storia del giornale non è stato elaborato un piano industriale né editoriale, e alla redazione non è stata data la possibilità di esprimere il voto di gradimento.

E’ arrivato il momento di giocare a carte scoperte. Per questo aggiungiamo che ci pare molto sospetto il fatto che le minacce di riduzione del personale arrivino proprio mentre la redazione è posta sotto una pressione pesantissima da parte dell’azienda, che chiede la liberatoria per l’accollo del Tfr maturato nella passata società editoriale. Qualsiasi scelta in questo campo deve restare libera: le minacce non ci piacciono. Ci suonerebbe strano, poi che un partito che si dichiara difensore dell’occupazione stabile possa consentire il dimezzamento dei posti di lavoro in un’azienda partecipata, e di forte valore storico e simbolico per i suoi elettori.

Con i ricatti non è possibile alcun vero confronto. Si dichiari in modo trasparente qual è il disegno su l’Unità, con documenti scritti, piani industriali e editoriali e li si presenti alla redazione. Pertanto ci aspettiamo che l’azienda e gli azionisti smentiscano le ultime indiscrezioni sui numeri degli occupati, facendo chiarezza una volta per tutte. Siamo pronti a ogni forma di lotta in caso di azioni unilaterali.”

 

L’articolo uscito oggi sul Corriere della Sera

corriere

 

 

 

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