Chi inquina il referendum inquina anche te

Sembra che il guru americano Jim Messina, ingaggiato dal Pd per curare la campagna referendaria, abbia consigliato Renzi di non personalizzare il referendum. Sembra che Renzi non gli abbia dato retta nemmeno un po’ e infatti ha parlato di uno scontro epocale tra due Italie: quella che dice sì e quella che dice no. Per Renzi il tema dello scontro alla fin fine è proprio Renzi medesimo che infatti ha annunciato che in caso di bocciatura lascerà  Palazzo Chigi.
Jim Messina ha ragione da vendere nel consigliare di non personalizzare. D’altra parte sarebbe bastato chiedere in giro senza far scomodare il guru d’oltreoceano per ricevere lo stesso consiglio.
Il motivo è semplice. La Costituzione di un Paese è una cosa seria che non può essere confusa con il destino personale di un premier, di qualsiasi premier. Perché i premier passano, le Costituziini restano. E quindi il referendum non deve essere inquinato da elementi extra-costituzionali contingenti che ne snaturano lo scopo.
Credo che un cittadino che vorrebbe con tutto il suo cuore mandare a casa Renzi debba essere libero di decidere se quelle modifiche costituzionali sono giuste o meno a prescindere dal signore che abita pro-tempore a Palazzo Chigi. Deve essere libero di votare sì senza il rischio di venire intruppato nelle
“squadre del bene” e diventare ipso facto un renziano a sua insaputa. Allo stesso modo un cittadino che crede che Renzi sia un genio assoluto della politica deve essere libero di dire che però quella riforma non gli piace e votare no senza correre il rischio di venire intruppato nelle “squadre del male” e diventare ipso facto un antirenziano a sua insaputa.
Un modo per evitare tutto questo ci sarebbe: spacchettare il referendum, far votare per parti separate omogenee. In questo modo si favorirebbe una discussione di merito e si eviterebbe una corrida politica. Ma state certi che non si farà ed è un male. Perché questo inquinamento del referendum produrrà solo conflitti e divisioni, scelte puramente politiche e non di merito da una parte e dall’altra.
Settanta anni fa i partiti di allora e i leader di allora da Togliatti a De Gasperi a Nenni fecero di tutto per tenere la Costituzione al riparo dal durissimo scontro politico in atto. Nessuno pensò mai di mischiare il destino personale con le regole comuni della nuova Repubblica. Se le davano di santa ragione in Parlamento e nelle piazze ma lavoravano insieme all’Assemblea costituente. Renzi, che crede che la storia d’Italia sia un cumulo immenso di macerie, dovrebbe imparare molto da quella esperienza. Ma anche in questo caso siamo certi che non lo farà perché è utile denigrare il passato per far risplendere il presente soprattutto quando esso offre purtroppo qualche zona di opacitá.

Annunci

Un pensiero su “Chi inquina il referendum inquina anche te

  1. purtroppo, spacchettare il referendum confermativo è impossibile. i padri costituenti, infatti, pensarono che chi sarebbe venuto dopo di loro avrebbe modificato la costituzione per singoli punti omogenei tra loro e non interi titoli o parti della carta.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...