Il problema di Vespa? E’ Vespa

Il caso del figlio di Totò Riina intervistato (si fa per dire) a Porta a Porta ha acceso un infuocato dibattito su Bruno Vespa, il giornalismo e il servizio pubblico. Il tema non è nuovo, va avanti ormai da diversi anni (forse lustri) e alla fine si risolve sempre in un grande chiacchiericcio senza alcuna soluzione.

Ma il problema vero di Vespa è proprio Vespa. E’ il circolo di uomini politici, potenti o ex potenti, di cui si circonda e che lo usano e si lasciano usare, tutti nessuno escluso, in uno show che si ripete stancamente. E’ il circo degli esperti balistici, psicologi, avvocati, divorzisti, matrimonialisti e via dicendo che si accapiglia attorno al plastico allestito dal ciambellano. E’ la sua prepotenza con i deboli e la sua docilità con i forti. E’ infine il suo blandire, con furbizia, sempre e solo chi comanda.

Cambiano le stagioni, insomma, ma lui imperterrito resta sempre al suo posto. C’era quando Prodi vinse le elezioni nel ’96 e Clinton era presidente degli Usa, c’era quando Berlusconi vinse le elezioni nel 2001 e Bush era presidente degli Usa, c’era quando Prodi rivinse le elezioni e quando le rivinse Berlusconi mentre Obama conquistava la Casa Bianca. C’era con D’Alema, con Veltroni, con Franceschini, con Bersani, con Epifani. C’era quando c’erano Di Pietro e Dini e Mastella. E c’era con Monti, con Letta. C’è con Renzi, ci sarà sempre. L’Italia cambia premier e ministri, nel mondo un presidente sostituisce l’altro in ogni Paese, cambiano cantanti, attori, registi e ne arrivano di nuovi, cambiano direttori di giornale, cambiano conduttori e direttori del tg e dei talk show. Ma lui, Bruno Vespa, resta il sempiterno cerimoniere della politica italiana perché alla fine fa comodo a tutti perché fa stare comodi tutti.

E allora va bene, lamentiamoci dell’intervista al figlio di Riina. Facciamolo pure, figurarsi. Ma sarebbe il caso che la nuova Rai tanto sbandierata prendesse finalmente atto che le stagioni cambiano anche per il servizio pubblico e che stare vent’anni sullo schermo logora anche i più navigati personaggi pubblici. Sarebbe ora, insomma, che il dlin dlon che apre la porta di Porta a porta suonasse finalmente per chiuderla quella porta, ormai arrugginita.

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