Ma troppo Renzi fa bene a Renzi?

La continua sovraesposizione mediatica non credo faccia bene a Matteo Renzi. In pochi giorni il premier ha parlato dagli Usa ogni giorno del suo viaggio moltiplicato su tutti i tg e i giornali d’Italia, poi è intervenuto alla scuola di formazione del Pd, poi è apparso in tv nella trasmissione dell’Annunziata, poi ha aperto e chiuso la direzione dem, poi oggi infine è stato in diretta su Facebook e nel frattempo ha twittato di continuo. E magari ci siamo anche dimenticati qualche altro passaggio.

Un premier (e un leader) deve essere capace di misurare le proprie uscite, deve dosarle con parsimonia e con intelligenza. Altrimenti il rischio logorroico è dietro l’angolo. Anche perché è complicato inventarsi qualcosa di originale ogni mezza giornata e quindi alla fine si ripetono sempre le stesse cose in modo stancante: avanti con le riforme, noi cambiamo l’Italia, basta coi gufi, non ci fermeranno, noi ci occupiamo degli italiani e via dicendo. E questo non attira l’attenzione e forse infastidisce anche lo spettatore.

Ora è vero che i tempi sono cambiati e che fare come faceva Enrico Berlinguer che concedeva al massimo un paio di interviste l’anno (anche se poi erano interviste da studiare per quanto erano importanti) non funzionerebbe più. Però anche nei tempi veloci di oggi ogni tanto un silenzio, una riflessione sarebbero utili soprattutto per dare spessore al proprio pensiero e alle proprie idee. Anche il silenzio fa un leader.

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