Renzi, i renziani e il complotto comunista

Secondo Maria Teresa Meli, pasionaria interprete del pensiero e del retropensiero renziano sul Corriere, i pericolosi comunisti italiani stanno preparando un doppio attacco al premier. Il primo: lavorano in clandestinità (sì, in clandestinità) per affossare la legge sulle unioni civili e sono loro il vero pericolo insidioso da cui difendersi, mica i cattolici dem. Secondo: a Roma tentano di affossare la renzianissima candidatura di Giachetti sostenendo quel vecchio comunista di Morassut a nome della vecchia Ditta. Insomma il fantasma comunista evocato da Marx torna ad aggirarsi almeno in Italia e mette in allarme. A tal punto che un altro complotto è alle viste: quello scoperto dal Foglio di Claudio Cerasa secondo il quale il comunista D’Alema in combutta con Prodi e Letta sta manovrando le Cancellerie europee e la Finanza Internazionale per colpire l’Italia, far schizzare lo spread alle stelle, annientare l’economia nazionale e quindi mandare a casa Renzi per sostituirlo con un altro complottardo, quel Tito Boeri attualmente presidente dell’Inps.

Il complottismo è un vecchio vizio di certa politica italiana che lo usa quando non riesce a capire realmente che cosa succede e si culla nell’illusione che i problemi siano sempre esterni, provocati da agenti speciali al soldo, in questo come in altri casi, del Servizio Segreto Comunista. Il Complotto Comunista fu l’arma usata da Berlusconi in diversi passaggi difficili a Palazzo Chigi, compreso l’ultimo drammatico del 2011 quando il Paese stava precipitando nell’abisso e si decise di farlo accomodare per evitare che facesse più danni di quelli che già aveva fatto.

Insomma, non c’è dubbio che sia molto facile (e consolatorio, perché assolse sempre se stessi) crearsi nemici ovunque, meglio ancora se indossano i panni dei comunisti. Più difficile è invece domandarsi (e magari rispondersi anche) perché il tasso di fiducia nell’Italia è ancora fragilissimo, perché l’economia arranca oppure perché un pezzo della maggioranza preferisce un altro candidato a Roma al posto di quello benedetto in modo anomalo dal premier-segretario, oppure ancora perché un altro pezzo della maggioranza voglia affondare le unioni civili. In fondo proprio nella capacità di capire quel che si muove attorno e di valutare in modo critico lo stato dell’arte risiede la qualità di un vero leader e di una vera classe dirigente. Oggi, purtroppo, siamo in un’altra era. Nella quale conta molto la narrazione della realtà piuttosto che la realtà. Conta il racconto delle magnifiche sorti e progressive, senza ombre e con immense luci, e si perde di vista lo scorrere della vita dei cittadini.

Così quando qualcuno prova a risvegliare i Guardiani Sognanti provoca in loro sempre la stessa e identica reazione, sia essa avvolta dalle ali dei gufi svolazzanti o dalle camicie rosse dei complottardi comunisti. Il problema è serio perché, come accade a tutti gli ostinati sognatori, il brusco risveglio è sempre in agguato e il ritorno alla realtà rischia di essere uno choc. Quindi, cari amici, lasciate stare complotti e colpi di stato. Basterebbe aprire le finestre e le porte, uscire per strada e frequentare un po’ di gente normale e sentire i loro racconti e le loro incazzature, per capire davvero che cosa sta succedendo in Italia. Provate per credere.

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