Che succede all’Unità/2

La situazione de l’Unità continua ad essere avvolta dalle ombre. Nessuna certezza, dopo venti mesi dalla chiusura del 2014, né sul buon fine della liquidazione, né sul pagamento dei crediti dei lavoratori, né sul destino di quelli (giornalisti e poligrafici) che sono stati assunti dal nuovo giornale tornato in edicola a giugno del 2015. Riportiamo qui sotto il comunicato del Comitato di Redazione de l’Unità dell’8 febbraio che chiarisce bene quale è, ancora oggi, la vera posta in gioco e quali i rischi per tutti i lavoratori.

 

 

Il Comitato di redazione de l’Unità ha incontrato nel pomeriggio il Commissario liquidatore della Nie (ex editrice de l’Unità), professor Giovanni Cabras. Un incontro insoddisfacente. Al professor Cabras, abbiamo riportato tutte le esigenze ancora inevase dei giornalisti in carico della Nie in liquidazione, sia quelli transitati a l’Unità srl che i colleghi in Cigs. In gioco sono diritti e crediti acquisiti, che da troppo tempo attendono di essere realizzati. Le risposte ricevute sono state evasive, sia per quanto  riguarda i tempi dei pagamenti dei crediti maturati che per ciò che concerne i tempi dell’asta per l’acquisizione de l’Unità. 

Al Commissario liquidatore abbiamo posto con forza anche la questione relativa alle lettere di preavviso di licenziamento per i colleghi in Cassa integrazione. Come già affermato nella conferenza stampa del 1mo febbraio   a Montecitorio, al professor Cabras abbiamo ribadito la nostra assoluta contrarietà a questa procedura, contro la quale intendiamo continuare a batterci in tutte le sedi, per ragioni politiche, etiche, legali, facendo leva anche sull’accordo sottoscritto dal Cdr e che ha permesso di evitare il fallimento della Nie, la garanzia dei crediti acquisiti, la riapertura del giornale. 

Sui diritti non si gioca. Da parte di nessuno. Il Cdr de l’Unità proseguirà nei prossimi giorni una campagna di sensibilizzazione politica su tutte le vicende legate alla liquidazione, e in questo ambito chiediamo un incontro urgente al sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’Editoria, Luca Lotti. I giornalisti non possono continuare a pagare errori di altri. 

Il dipartimento dell’Editoria, nel nostro caso gioca un ruolo importante per la capienza delle risorse da destinare ai colleghi, con lo sblocco del contributo pubblico degli anni passati. Anche su questo punto il sottosegretario Lotti ha il dovere di dare certezze ai lavoratori.

 Il CDR de l’Unità

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