Sarri, Mancini e l’italica ipocrisia

Lo scontro Sarri-Mancini sta diventando un grande caso che appassiona e che divide. Ora, è evidente che dare del frocio e del finocchio a un allenatore avversario in campo è un fatto grave e vergognoso. Ed è altrettanto evidente che la punizione nei confronti dell’autore di quelle offese debba essere severa. Il calcio coinvolge milioni di persone, tantissimi ragazzi e numerosi bambini e dare il cattivo esempio dall’alto è sbagliato e pericoloso. Già ce ne sono tante negli stadi di ingiurie e di offese. Già ce ne sono troppi di cori razzisti.
Detto questo il caso in questione mi pare contenga una dose di italica ipocrisia. Perché basta guardarci attorno per vedere come omofobia e razzismo dilaghino senza che questo crei così troppo scandalo.

Siamo l’unico paese europeo che non riconosce diritti alle coppie omosessuali. E una legge in discussione in queste settimane, del tutto equilibrata, sta suscitando reazioni contrarie che rasentano l’omofobia. Esponenti politici e vertici vaticani si scagliano contro quelle norme e scenderanno in piazza per dire no. Cioè no al riconoscimento di un diritto.
Tempo fa un vicepresidente del Senato che aveva dato dell’orango alla ministra Cécile Kyenge è stato salvato dal Parlamento che ha deciso (anche con voti Pd) di non concedere l’autorizzazione per l’accusa di istigazione al razzismo. È insindacabile esercizio parlamentare, si disse.
In Parlamento siedono esponenti leghisti (compagni di Calderoli) che vorrebbero prendere a calci gli immigrati e rispedirli nei loro paesi anche se rischiano la morte. Qualche anno fa gli stessi proponevano di sparare sulle carrette del mare che si avvicinavano all’Italia senza distinguere tra scafisti e poveri cristi.
Per non dire del presidente della Federcalcio Tavecchio che insultò Pogba invitandolo a mangiare banane e poi parlò di “ebreacci” e di “omosessuali da tenere a debita distanza”.
Si potrebbe continuare, tra razzismi e omofobie, insulti e offese. Ricordando anche i precedenti di Mancini ritrovati e pubblicati sul web. Ma ci fermiamo qui.
Quindi scandalizziamoci pure per le frasi di Sarri. Ma facciamo altrettanto, magari comminando anche a loro punizioni esemplari, per quelle di chi dovrebbe rappresentare la nazione. E soprattutto se vogliamo contrastare l’omofobia approviamo questa benedetta legge sui diritti delle coppie gay, adozione compresa, e finiamola con questo elogio della “famiglia normale” che è un concetto ad excludendum che fomenta il rifiuto dei gay e innalza vergognose barriere tra uomini e donne che devono avere gli stessi diritti.

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