Roma merita di meglio che questo teatrino

Il sentimento che ho provato ascoltando la conferenza stampa di Ignazio Marino è di grande tristezza. Tristezza per una politica (che dovrebbe essere cura della polis) ridotta a una guerra tra carte bollate e narcisismo. Tristezza per una città come Roma costretta a subire la ferita di un partito che sfiducia il suo sindaco con il concorso di sei esponenti dell’opposizione, tra i quali alcuni che avevano sostenuto Gianni Alemanno. Tristezza per un sindaco che ha tentato di raccontare una città che non c’è, un cambiamento che nessuno ha visto, un prestigio travolto dalle troppe cose che non funzionano. Tristezza per la spregiudicatezza estrema di una parte e l’incoscienza dell’altra. Tristezza per i giochetti di potere, per l’interesse personale, per l’odio che si autoalimenta dentro lo stesso partito. Tristezza per un segretario nazionale che non ha speso una parola (se non quelle riferite nei retroscena di comodo) e non ha mosso un dito per impedire questo scempio. Roma, con tutti i suoi guai, merita sicuramente di meglio di questo teatrino squinternato con attori di second’ordine e un regista nascosto dietro le quinte.

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