Caro Renzi, Berlusconi e Prodi non sono la stessa cosa

Dice il presidente del Consiglio Matteo Renzi che l’Italia è ferma da un ventennio per colpa dei berlusconiani e degli antiberlusconiani. Uno contro l’altro armati hanno soffocato il Paese e imbrigliato, sostiene, le sue capacità di riscatto. Il dibattito su Berlusconi e l’antiberlusconismo è un vecchio tarlo del centrosinistra italiano ed è stato una delle cause della sua debolezza. Al grido di non-basta-dire-no schiere di riformisti più riformisti degli altri ci hanno sempre spiegato com’era meglio fare opposizione. Senza gridare troppo e senza esagerare.

Ora però, accomunare il ventennio del Cavaliere a quello di chi ha cercato di opporsi alle sue malefatte, ci sembra oggi un clamoroso errore politico. Perchè alla fine, dentro un calderone nel quale sono tutti uguali e hanno tutti le medesime responsabilità, nessuno è responsabile e si butta via quel che di buono ha prodotto la sinistra. Oltretutto si fornisce un alibi all’uomo più potente d’Italia e ai suoi alleati che hanno segnato, in peggio ma molto in peggio, la storia recente del nostro Paese. Non è giusto, e nemmeno lungimirante dal punto di vista politico, offrire una narrazione che non colga il disastro compiuto dai governi guidati da Berlusconi: le leggi ad personam, la guerra santa ai magistrati, l’incitazione all’evasione fiscale, il dominio televisivo, le norme contro gli immigrati, l’attacco alla Costituzione, l’invito a farsi gli affari propri contro l’interesse generale, il discredito internazionale. Berlusconi ha tentato di inquinare non solo il governo del Paese ma anche i suoi cittadini, inoculando nella società civile i germi di un nuovo, pericoloso, egoismo sociale. Con lui l’Italia è diventata meno solidale e più cattiva, chi aveva i soldi ha potuto scorrazzare impunemente e chi non li aveva si è ritrovato più povero e più solo. Ognuno, come recitava una famosa vignetta di Altan, ha dovuto così preoccuparsi, in quel tremendo ventennio, del Berlusconi che inconsapevolmente era entrato dentro di noi.

Insomma, se tutti sono uguali e Berlusconi e gli antiberlusconiani hanno le medesime colpe, dovremmo buttare nella spazzatura anche il primo governo Prodi con l’entrata nell’euro e la stabilizzazione dei conti, oppure il secondo Prodi con le liberalizzazioni di Bersani. E questo non solo è sbagliato ma anche dannoso perchè la sinistra non è all’anno zero per fortuna.

Se un problema c’è stato in questo lungo ventennio è stato semmai opposto: la sinistra ha stentato, in diversi momenti, a opporsi con decisione allo strapotere del capo di Mediaset. Ha contrastato con timidezza il suo tentativo di imporre una nuova egemonia politico-culturale che infatti c’è stata e della quale si sentono ancora pesanti strascichi. Riconoscere questo, e quindi le colpe e i meriti, non è solo una questione di giustizia o di correttezza o di onestà. Ma anche un modo per capire da dove veniamo, dove vogliamo andare, con chi e per fare che cosa.

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