L’orrore di quel video nella stanza del procuratore

Se fosse capitato a un personaggio famoso – che so, uno dei politici coinvolti in Mafia Capitale o un manager incappato in qualche scandalo del calcio – sarebbe scoppiato il finimondo con seguito di interrogazioni parlamentari e di editoriali indignati sui grandi giornali. Ma è successo a lei, che di nome fa Veronica Panarello. Non direbbe niente, se non fosse che è la mamma accusata di aver ucciso il figlioletto Loris. Ebbene, ieri sera il Tg1 ha mandato in onda un video girato nella stanza del procuratore di Ragusa che riprende il drammatico interrogatorio della donna. Frasi spezzettate, lacrime, disperazione, fino al crollo finale quando si accascia sconvolta sulla scrivania del magistrato. Un orrore. 

In uno stato di diritto una cosa del genere non è ammissibile. Nessuno può essere messo alla gogna pubblica, per di più si presume con l’autorizzazione del tribunale. Non siamo nello spazio pubblico di un processo, ma nella zona riservata di un interrogatorio e non c’era alcun bisogno di rendere pubblico quel video dandolo in pasto ai tg (e al principale tg della tv pubblica), ai siti, alle trasmissioni del dolore e dell’indignazione che si rincorreranno nei pomeriggi televisivi. E’ una questione di dignità. E anche un assassino – e la signora Veronica per il momento è soltanto accusata di essere un’assassina – ha diritto alla sua dignità. Non c’è che dire: il senso della giustizia in Italia è ormai calpestato.

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Un pensiero su “L’orrore di quel video nella stanza del procuratore

  1. Le persone che hanno realizzato quella gogna pubblica hanno il sadismo tipico dei caporali dei campi di concentramento nazisti . E gli esempi ripetuti non mancano. Un paese incivile si misura anche da quello . Il PM in altra intervista si è fatto lustro della pubblicazione del l’interrogatorio dinanzi ad un giornalista che gli chiedeva dei propri sentimenti.

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