Non basta premere un grilletto

In Italia c’è sempre qualcuno che pensa di affrontare le delicatissime, pericolosissime e insidiosissime crisi internazionali con le piccole battute di casa nostra. Un tweet e via, come fosse il solito giochino da transatlantico. Quello che sta accadendo in Libia, purtroppo, è un fatto molto serio e drammatico. E va affrontato con serietà, con intelligenza, con conoscenza approfondita. Non sto dicendo che l’intervento armato è da escludere a priori. Sto dicendo che se l’Europa e gli Usa non si rendono conto dello stato dell’arte sul campo, della rete di relazioni, se non imparano dagli errori commessi (sempre nella logica del spara-un-colpo-e-scappa) l’incendio del medio oriente non sarà mai domato. Le armi senza la politica e la diplomazia non hanno mai portato nulla di buono. Quasi sempre solo un apparente beneficio iniziale che è diventato un maleficio nel giro di qualche anno con una montagna di morti ammassati nelle strade. Dall’Irak all’Afghanistan di esempi ne abbiamo quanti ne vogliamo.

Lo Stato islamico costituisce un pericolo immenso perché la sua azione non risponde a nessuna regola, nemmeno a quelle che di solito sovrintendono persino la tragedia di una guerra. L’orrore di cui sono portatori i militanti dell’Is l’abbiamo visto coi nostri occhi nei loro video. La loro forza mediatica, così studiata con sapiente regia, è una devastante novità che supera le gesta di Osama bin Laden. Oggi questa minaccia è qui, a due passi da casa nostra: appena trecento chilometri dalle nostre cose. Ma chiediamoci perché siamo arrivati a questo punto. Perché abbiamo lasciato solo l’Islam moderato invece di rafforzarlo? Perché nell’ultimo decennio non si è vista in azione nemmeno la più piccola politica estera ma solo scenografie di prove muscolari? Perché la tattica del giorno per giorno ha preso il posto della strategia a lungo termine?

La classe dirigente dell’occidente è sul banco degli accusati perchè ha dimostrato incapacità, scarsa conoscenza, superficialità e si è piegata più agli interessi nazionali che al bene comune internazionale. E allora ci vuole saggezza e responsabilità, come dice oggi Matteo Renzi frenando certe prese di posizione di alcuni ministri del suo governo. Se malauguratamente dovessero servire le armi, deve essere chiaro che senza la politica da sole non porterebbero alcun risultato. Perché dopo le bombe servono le idee in un mondo che è diviso in mille tribù l’una contra l’arta armate. Insomma, per difendere la pace e ricostruire non basta premere un grilletto.

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