Ecco il presidente che serve all’Italia

Ora che Giorgio Napolitano si è dimesso si può fare un breve ragionamento sul suo novennato e sul rebus del Quirinale che comincia. Vorrei sottolineare due aspetti.

Il primo è che Napolitano è stato un ottimo presidente che speriamo di non dover rimpiangere. Ha interpretato il ruolo di Capo dello Stato con equilibrio, saggezza, fermezza e un convinto europeismo che in lui si è sedimentato nel corso di una lunga carriera politica. Ha avuto a cuore un’istituzione importante, l’ha rispettata, l’ha curata in un periodo di antipolitica e ha forzato in alcuni passaggi quando la classe politica ha dimostrato il peggio di se stessa. Si è assunto l’onere, alla soglia dei novant’anni, di essere rieletto per senso di responsabilità quando un Parlamento impazzito rischiava di far saltare per aria l’Italia. La storia di Napolitano, che affonda le sue radici nella storia del Pci, nel suo carattere nazionale e democratico, nella sua fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica, è la dimostrazione di che cosa ha saputo esprimere la sinistra italiana nel corso del Novecento. E quindi, grazie a Giorgio Napolitano per come ha guidato il Paese nella burrasca, per come ha saputo interpretare il sentimento degli italiani, per essere rimasto fedele al ruolo di garanzia e di equilibrio del suo compito.

Il secondo riguarda il domani. Si sa che quando si aprono i giochi sul Quirinale spesso si mettono in moto meccanismi perversi, tranelli e spudorati agguati. Renzi lo sa e per questo, soprattutto in questi ultimi giorni, sta affrontando la questione del nuovo presidente della Repubblica con maggiore cautela e senza  cedere alla faciloneria. La partita è complicata. Oggi c’è bisogno di un presidente che, come Napolitano o Pertini o Ciampi, sappia essere in sintonia con il Paese. Serve un presidente che abbia quattro caratteristiche: sia autorevole, e non quindi l’invenzione di un momento magari cedendo al vento tanto in voga dell’esponente della società civile; sia rappresentativo, perchè in lui si deve riconoscere la maggior parte degli italiani, i quali devono sapere che quell’uomo è il loro garante; deve essere equilibrato nell’esercizio del suo potere perché nel momento in cui si diventa capo dello Stato si abbandona la propria parte e si diventa presidente di tutti; sia riconosciuto a livello internazionale perché oggi più che mai ogni questione ha risvolti internazionali, europei e mondiali, sia nel campo dell’economia sia in quello aggressivo e pericoloso del nuovo terrorismo.

Fissati questi quattro criteri si può scegliere liberamente. Di uomini e di donne che rispondono a queste caratteristiche ce ne sono. Non sono tanti, è vero, ma ce ne sono. L’importante è non scegliere, da una parte o dall’altra, un “presidente di comodo”. Sarebbe un danno irreparabile.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...