Confessione (amara) di un uomo di sinistra

E ora che cosa rispondo a chi mi dice: sono tutti uguali, tutti rubano alla stessa maniera? Che cosa rispondo a chi mi ripete che la politica è roba sporca, che tanto destra o sinistra non fanno differenza perché ognuno si fa gli affari propri? Che cosa rispondo ai miei figli ai quali ho insegnato che la sinistra in cui credo si batte per il rispetto degli altri, l’onestà nei comportamenti, il coraggio di stare dalla parte dei più deboli, la tutela del bene comune? Che cosa rispondo a me stesso dopo che per quarant’anni ho pensato che stare da quella parte volesse dire impegnarsi per cambiare il mondo e con il mondo noi stessi e sentirsi sempre dentro una comunità che era attraversata dalla bellezza di fare politica, di pensare agli altri e poi di pensare che tutti insieme forse si può costruire qualcosa di diverso e di nuovo?

Ecco, spiegatemelo, che cosa rispondo voi che avete calpestato un’idea della politica per un assegno mensile sporco di fango, per un affare indecente, per un pacchetto di voti, per una carriera assicurata, per un posto ereditario. Voi che avete deturpato una storia nobile e avete buttato in una melma di imbrogli, di favori, di mafie e di cambicasacca i principi fondamentali della sinistra. Voi che eravate parte di un ingranaggio balordo, che avete fatto accordi con gli avversari, con i ladri, con i fascisti, voi che vi siete spartiti anche l’ultimo pezzo di anima. Voi che c’eravate dentro fino al collo ma anche voi che avete visto, che vi domandavate che cosa succedeva e da dove venivano tutti quei soldi, sapevate i nomi e i cognomi del grande sacco di Roma e non avete mosso un dito. E voi che per avere un voto in più alle primarie o alle elezioni avete chiuso un occhio e vi siete detti poi-si-vedrà.

Io lo so che voi, tutti voi, non potrete mai darmi una risposta, né a me né ai tanti come me, perché non avete nulla da dire e qualunque parola ora si dissolve nei fiumi di inchiostro di intercettazioni che fanno vergognare. Io lo so che la risposta dovrò cercarmela da solo. Io lo so che la risposta forse soffierà nel vento…

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6 pensieri su “Confessione (amara) di un uomo di sinistra

  1. Beh, Pietro, magari puoi rispondere che quando eravamo ideologici coi gettoni, i rullini e quando c’erano ancora destra e sinistra e tutto quel vecchiume lì, puah, che schifo, che alle Frattocchie non insegnavano la politica con le serie televisive americane e le notizie non erano “storytelling”… ecco, a quei tempi là a cena col comitato d’affari di Alemanno non ci si andava. Non è una gran risposta, eh, mi rendo conto…
    a.r.

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  2. digli che essere di sinistra continua a significare “avere gli occhi degli ultimi” e non centra niente con i partiti, meno che mai col PD. Digli che essere di sinistra non è essere “contro” i ricchi, ma essere contro le ingiustizie, e non centra niente con i partiti, meno che mai col PD. Digli che essere di sinistra è costruirsi una propria etica di vita, e non centra niente con i partiti, meno che mai col PD.

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  3. Risponderei dicendo “si fa presto a dire sinistra”. La sinistra non è un partito, uno slogan o una confessione. Essere di sinistra vuol dire rispettare i valori della dignità umana, della solidarietà, della cooperazione e della condivisione. Vuol dire essere contro tutto ciò che crea disuguaglianze ed ingiustizie tra i popoli o all’interno della stessa società civile. Vuol dire praticare la cultura della pace e dell’autodeterminazione dei popoli, dello scambio e del commercio equo e solidale. Vuol dire tante altre cose e potrei continuare ancora… Chi non rispetta questi valori non è di sinistra, ma un millantatore. Essere di sinistra vuol dire giudicare le persone dal loro operato e non dalle sigle di appartenenza.

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    • …la cosa tragica che denuncia Pietro, e’ che queste cose le afferma anche chi ha rubato, le dice Renzi e tutti i suoi “scudieri”; le vanno dicendo in tv e avendo un paese , ormai rassegnato al qualunquismo più sfrenato, dopo venti anni di governo con il maggior esponente colluso con la mafia, impunito dalla giustizia è preso d’esempio da giovani immaturi e degenerati ragazze perdute per pochi danari; come fai oggi a dire che la sinistra di ieri non è quella che ci viene proposta oggi da un ” suo” clone. Soltanto la parte più “anziana” può sapere quale è la differenza; il problema è che dopo questa accelerazione dissoluta che si è data ai valori e l’importanza alla moneta a nessuno interessa più della “bella politica” e della solidarietà . Un gran brutto periodo.

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  4. L’impianto della domanda è sbagliato, si continua a vivere in questo equivoco mortale, il PD non è, ma sopratutto “non vuole essere” un partito di sinistra”, nemmeno di centro-sinistra, perchè il centro sinistra indica una coalizione non un partito. Quindi, caro compagno datti pace, quelli sono altra cosa!

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