l’Unità, ora il rilancio è possibile

L’offerta definitiva è arrivata, garantita da fidejussione bancaria e migliorativa rispetto a quella precedente. Lo annuncia il tesoriere del Pd Bonifazi e per l’Unità ora si apre una nuova fase per fare in modo che il quotidiano fondato da Antonio Gramsci torni presto in edicola. Per questo c’è bisogno subito, sin da domani, che si apra un tavolo di confronto tra i giornalisti, l’editore Veneziani e il Pd per garantire che sia difesa l’identità politico-culturale del giornale e che per la nuova redazione si attinga esclusivamente dal bacino dei lavoratori dell’Unità in cassa integrazione. Stasera abbiamo una buona notizia. Domani si comincia a lavorare per verificare i fatti, per vedere rispettate le condizioni minime, per far tornare l’Unità.

Ecco qui sotto il comunicato dell’Ansa:

A quattro mesi dalla sospensione
delle pubblicazioni, si apre un nuovo spiraglio nella vicenda
dell’Unità. Nel giorno della scadenza dei termini, il Pd, per
bocca del tesoriere Francesco Bonifazi, annuncia che la
fondazione Eyu e l’editore Guido Veneziani hanno «ripresentato
l’offerta» per rilevare il quotidiano fondato da Antonio
Gramsci. La proposta, sottolinea Bonifazi, è «estremamente
migliorativa rispetto alla precedente», che era stata ritenuta
inidonea dai liquidatori, e «interamente garantita da un
primario istituto di credito italiano».
In sostanza, a quanto si apprende, l’impegno di queste ultime
ore si è concentrato sulla necessità di venire incontro alle due
richieste dei liquidatori: accorciare i tempi di pagamento e
soprattutto assicurare garanzie sull’intero importo, per
chiudere la procedura di liquidazione della vecchia società
editrice, la Nie, e riavviare l’attività della testata, che
dovrebbe essere acquistata dopo una fase di affitto.
L’operazione – stando alle indiscrezioni dei giorni scorsi –
dovrebbe perfezionarsi con la costituzione di una newco a cui
parteciperebbe con una quota minoritaria la Fondazione Eyu che
ha già rilevato la testata online Europa.
Nella nuova proposta, «frutto dell’impegno di chi ha a cuore
la rinascita dell’Unità», ci tiene a sottolineare Bonifazi, è
stato introdotto un «capitolo ad hoc sul tema dei dipendenti
dove si enuncia il principio che la nuova Unità valorizzerà in
via principale le professionalità proveniente dalla Nie in
liquidazione».
Un aspetto accolto con soddisfazione dal comitato di
redazione del quotidiano, che definisce «particolarmente
positivo il capitolo che tutela i lavoratori Nie, che risponde a
una delle richieste avanzate dallo stesso cdr nell’iniziativa di
qualche giorno fa», a Montecitorio. La rappresentanza sindacale
comunque rilancia, chiedendo che «si apra subito un tavolo per
garantire la massima tutela sindacale ai lavoratori e la massima
trasparenza».
La palla passa ora ai liquidatori e al giudice, cui spetta
l’ultima parola sulla tormentata vicenda. (ANSA).

 

 

Giovedì scorso 27 novembre presso la sala stampa della Camera dei Deputati si è svolta una iniziativa pubblica a sostegno dell’Unità e della lotta dei lavoratori per il ritorno in edicola del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Ecco l’appello del Comitato di Redazione:

 

L’Unità ancora appesa ad un filo

Dopo 4 mesi di chiusura i giornalisti de l’Unità aspettano ancora un’offerta solida che rilevi la testata e garantisca l’occupazione.

Avevamo accolto con soddisfazione l’offerta presentata dall’editore Guido Veneziani assieme alla Fondazione Eyu del Pd. L’offerta tuttavia è stata giudicata dai liquidatori non adeguata in alcuni suoi profili, e sono state chieste garanzie sull’impegno finanziario e sui tempi di pagamento, garanzie che dovranno arrivare entro la prossima settimana.

Sette giorni per salvare il giornale di Gramsci e la sua redazione. In questo momento così importante i giornalisti chiedono al Partito Democratico un impegno formale a rafforzare l’offerta nei suoi profili finanziari, passo necessario per evitare che i lavoratori – già colpiti dalle gravi inadempienze dei soci e degli amministratori della società in liquidazione e dalla perdita del lavoro – siano addirittura chiamati a rinunciare a una parte dei loro crediti. Serve uno sforzo aggiuntivo in nome della tutela dei lavoratori: siamo convinti che il Pd non mancherà di sollecitarlo.

In secondo luogo i giornalisti chiedono che l’Unità che tornerà in edicola, e che dovrà restare ancorata al suo profilo di quotidiano di sinistra, si avvalga prioritariamente della professionalità delle redattrici e dei redattori oggi in cig. Ci auguriamo che questi due impegni siano esplicitati nell’offerta attesa per fine mese. La nostra richiesta è rivolta innanzitutto al Pd, che ha deciso di scegliere Veneziani come partner dell’operazione, e allo stesso editore, a cui chiediamo l’apertura di un tavolo di trattativa. Per queste ragioni riteniamo urgente un incontro con i vertici del partito, da tenersi prima dell’iniziativa pubblica a sostegno del giornale da noi programmata per giovedì 27 novembre.

Ai liquidatori infine chiediamo che il loro impegno per salvare l’azienda e far tornare il giornale al più presto in edicola sia garantito pienamente fino all’ultimo giorno utile, assicurando sempre trasparenza e efficienza a ogni passaggio della procedura di liquidazione.

Il cdr

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