Fausto e la nostra bella storia

La prima volta ero un giovane cronista di Roma alle prese con una difficile crisi capitolina. Dovevo scrivere per il giornale nazionale e a quei tempi scrivere per il nazionale metteva un’ansia terribile. Fu in quell’occasione che finii nelle mani sapienti di Fausto Ibba il quale ebbe l’incarico di “passare” il mio pezzo. Grande lezione di giornalismo. Non il giornalismo oggi troppo in voga che scambia la fantasia per il retroscena. Fausto soppesava tutte le parole, te ne chiedeva spiegazione, voleva sapere i perché, ti consigliava di usare altre espressioni, di non esasperare i toni. Era una fatica, ma una fatica che mi ha insegnato molto di questo mestiere.
Abbiamo lavorato insieme per anni io e Fausto. Quando diventai caposervizio del politico – avevo 34 anni e mi trovai a gestire il picconatore Cossiga, le stragi e lo scioglimento del Pci – lui era il mio consigliere affidabile, i pezzi più spinosi se li prendeva in carico lui. Mi sentivo sicuro con quella presenza tranquilla, curiosa, raffinata. L’ho già scritto: ricordo con commozione quando passava i pezzi di Pasquale Cascella e a un certo punto dal fondo del salone si alzava il grido “oi, Pasquale”. Voleva capire un passaggio, avere spiegazioni su una valutazione. E poi faceva il titolo con un equilibrio e una correttezza giornalistica che sono stati un esempio. Era pignolo, ma di quella pignoleria che solo chi ha studiato può permettersi di avere senza apparire saccente. La sua rubrica Contromano fu un serbatoio di garbate polemiche su tutto: con il gusto della citazione, della ricerca storica, inchiodava chiunque alla responsabilità dei fatti veri. Oggi di fronte a questo strano dibattito sulle riforme costituzionali chissà quante ne avrebbe dette, lui che era un conoscitore meticoloso di ogni meccanismo, di ogni passaggio, di ogni sistema elettorale. Lui che per polemizzare con Craxi all’epoca della Grande Riforma passò una notte intera a rileggersi i verbali della Costituente…Che dire di più? Se ne va un pezzo di noi, della nostra bella storia, proprio nel giorno in cui questa storia – e il futuro che ancora merita – viene drammaticamente messa in discussione. Ciao, caro Fausto.

(30/7/2014)

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